Pensieri

Forse la parte più intima del mio sito, mi permetterò qui di scrivere pensieri intimi, divertiti o malinconici, di colore o acidi, a seconda dell'umore del giorno e dell'attimo. Non esattamente un diario, forse meglio dire un luogo ove appoggiare alcuni post-it di me.


Pensieri

In viaggio per Linz

Parto per un lungo viaggio in auto da Mendrisio verso Linz, sette ore di guida, via Liechtenstein, Austria, Germania e Austria di nuovo. I fogli sono appoggiati sul sedile del passeggero, sia quello di invito sia il certificato del tampone rapido eseguito alle 10,00 del mattino, valevole perciò 48 ore solo.

Le sensazioni sono serene sino a quando resto in Svizzera, poi dogana, attraverso il Reno anteriore, blocco in Austria, mille domande, sorridono questi militi a metà tra l'imbarazzato e l'esausto, ma le domande le devono fare.

Il mio hôtel a Linz mi manda Sms per ricordarmi che dalle 19,00 il ristorante sia obbligato alla chiusura e così tutto in Austria, dunque o compero qualcosa o delivery. Ok poco male.

Guido, ovunque ci sono i 100 all'ora per via dell'inquinamento, il viaggio si fa noioso ma fluido. Molto meno traffico in giro, indiscutibile, questa strada l'ho già percorsa. Mi fermo per un pitstop, nell'area nessuno sorride, solo mascherine FP2 in Austria obbligatorie, molto nervosismo, servirsi, mangiare e fuggire. Veloce, parlare poco, condividere nulla.

Arrivo verso la frontiera tedesca, luci led fortissime, coda, camion, molta polizia, il modo tutto tedesco di affrontare le cose in modo plateale, mancano solo i carri armati. Mi chiedono se sia in transito, dico sì pochi chilometri e rientro in Austria direzione Linz. Il poliziotto ha quasi un sollievo, mi chiede del tampone e finalmente parlo. Mi entra un SMS del Governo che mi rammenta le regole di quarantena eventuale e le pene previste per la non osservanza delle stesse.

Guido effettuo un'entrata in Austria vicino Salzburg. I tedeschi non solo non controllano, ma secondo me fanno la Ola che le persone se ne vadano dal territorio. Colonna di nuovo, l'ennesimo doganiere con mitra mi chiede tutto poi entro finalmente, arrivo a Linz. Spettrale, sono le 19,20, tutto chiuso, niente traffico, saracinesche abbassate.

L'hôtel ha una sola reception in funzione, luci basse, tutto bloccato, box di plexi, nessun sorriso o accoglienza, solo fatica.

E' tutto così, ovunque, vite sospese, in attesa di un vaccino, di una soluzione, di una data, di un sorriso, di un bacio, di un abbraccio.

Covid-19 ha fatto danni enormi, dentro il tessuto di noi.

Lavorare per sogni qui, bello, ma molto triste.

Come oramai troppi di noi.

In fondo è come stare nella Russia del blocco comunista per chi non se lo ricordasse, e lì Covid non c'era.